Semafori brevi e rilevatori ingannevoli? La Cassazione dà ragione a Vista Red

Il trasgressore deve potere concretamente dimostrare un difetto d’istallazione o di funzionamento

I controlli automatici delle infrazioni ai semafori non necessitano di particolari cautele nell’installazione degli apparecchi né revisioni o verifiche non prescritte dal decreto di approvazione ministeriale del rilevatore. Lo ha affermato a maggio la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione che ha chiarito come, di fatto, spetta piuttosto al trasgressore l’onere di dimostrare che ci sono stati eventuali errori o malfunzionamenti e smentire così il materiale fotografico che prova l’infrazione e il verbale di collaudo stilato quando l’apparecchio è stato montato.

Nel caso specifico un utente della strada sosteneva fossero state messe in atto manomissioni del semaforo che accorciavano i tempi del giallo, oltre all’installazione di semafori e relativi rilevatori in posizioni tali da trarre in inganno i guidatori: nel corso del giudizio, però, alcun tipo di prova sarebbe emerso da cui la conferma delle multe elevate attraverso “Vista Red”.

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